Le Vagamonde

Chi sono?

 

Un giorno di qualche settimana fa ricevo da un’amica, Elena, questa locandina:

La mia attenzione si posa subito sulla parola “vagamonde” e penso: chi sono queste vagamonde?

Il nome, forse per assonanza o forse solo per una deformazione professionale, mi rimanda a qualcosa legato al mondo veg ma scopro solo poco dopo che così non è.

Decido di proseguire con la lettura della locandina e di approfondire successivamente l’origine di quel nome.

La locandina pubblicizza una cena di raccolta fondi a favore di un progetto teatrale.

Mi dico: com’è possibile che nella mia città, così piccola, io non abbia mai sentito parlare di queste due realtà locali (Festina Lente Teatro e Vagamonde) e non sia mai stata nel circolo sede della cena organizzata (Circolo Aquila Longhi)?

Procedo ed il mio occhio cade sul menù, un menù particolare principalmente per la sua multi-etnicità. Leggo una a una le portate e scopro con gioia e sorpresa che il 90% del menù è vegan e biologico, oltre che originale. Sono dapprima felice perché la cucina vegetale è una passione oltre che una scelta di vita ed inoltre, conoscere e assaggiare piatti di altre culture mi ha da sempre affascinato. Il cibo è tradizione e cultura ed è certamente uno dei viaggi che possiamo intraprendere per conoscere un paese straniero.

I piatti, seppur di origini diverse, sembrano avere un comune denominatore: la semplicità, l’uso di spezie e una varietà di alimenti che si combinano. Lo scorro di nuovo e me lo immagino pieno di sapore e colore … ok, il menù mi ha decisamente catturata!

Scopro, nel frattempo, che la sorella di Elena collabora con le Associazioni organizzatrici:

www.associazionevagamonde.blogspot.com e www.teatrofestinalente.blogspot.com

Le Vagamonde sono “un’Associazione di Solidarietà e Promozione Sociale che da tredici anni a Parma si occupa di promuovere i diritti di cittadinanza delle popolazioni migranti con particolare attenzione all’universo femminile. L’Associazione, costituita da persone straniere e italiane impegnate nell’ambito interculturale, vuole far emergere e valorizzare i saperi e le competenze delle donne, con particolare attenzione alle donne immigrate”.

Quanto è nobile colui che si batte per sconfiggere le differenze e per promuovere l’uguaglianza? Quanto è prezioso per il mondo colui che cerca di dare voce e protezione alle figure più deboli (immigrati e donne)? Quanto è illuminato colui che vede nell’unione la forza di combattere la violenza?

Sono molti i progetti a favore di questi ideali che l’Associazione organizza e non è luogo questo per promuoverli. Alla fine di questo mio racconto, puoi andare nel loro blog e scoprire tutte le iniziative in corso.

Le vagamonde sono donne, molte donne, unite per un unico meraviglioso obiettivo: la conoscenza. Spesso sono ignoranza e paure la causa delle separazioni e promuovere momenti di socializzazione e di scambio interculturale è certamente l’inizio di una nuova presa di consapevolezza.

Festina Lente Teatro è un’associazione culturale, un teatro responsabile. Cito loro perchè io non potrei trasmettere la loro attività con la stessa intensità:

un teatro emozionato ed emozionante, vivo al sentire, capace di farsi evento intenso e unico, in accordo con i luoghi, la memoria e con le tensioni che la contemporaneità impone al sentire di ognuno.

Un teatro attento alla società, indicatore di eventi e cambiamenti che modificano il modo di essere, un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente.

La necessità del fare teatro è l’urgenza del dire, per creare relazioni, scambi, incontri, per resistere, difenderci da un mondo che spesso ci spaventa e spesso non riconosciamo.

Un teatro inteso come luogo dove ci si incontra liberamente, dove il linguaggio delle passioni accomuna, dove il fare teatro è legato al sociale in modo diretto e attuale.

È un teatro “difficile”, che fa drammaturgia con i racconti di donne migranti, con le visioni poetiche dei matti, con le storie di donne indigene, con i disagi, con i razzismi e le discriminazioni.

Raccogliamo nella grande discarica dei valori ciò che quotidianamente ci viene dispensato dalle relazioni tra gli uomini, fino ad entrare nell’animo dello spettatore attraverso i difetti di fusione del suo sentire.

Piccole fessure attraverso le quali contaminare, emozionare, far vacillare.”

Con queste premesse e con la gioia di aver ricevuto questa locandina, di aver conosciuto due realtà meravigliose della mia città, rispondo subito al messaggio con un rumoroso: SI, vengo!

Arriva domenica 29 gennaio 2017. Non ricordo cosa feci quella domenica, ricordo che come sempre ero un po’ combattuta di dover scendere in città. La mia collina è così accogliente che nel weekend mi ci abbraccio ed è difficile che qualche evento mi spinga ad abbandonarla.

Però vedrò Elena e Valentina. Sono contenta di vederle, le vedo poco ma le adoro e ogni mio km in meno verso Parma e un km più vicino a loro: mi aspettano tante chiacchiere e risate e, finalmente, le Vagamonde!

Ecco la vedo, Elena si sbraccia in mezzo alla strada e la Vale mi chiama, è dietro di me.

Nessuna di noi è mai stata in questo circolo posto, tra l’altro, in un vicolo suggestivo dell’Oltretorrente.

Entriamo e veniamo accolte da una Signora, sorridente e con le guance rosa, che ci offre pane e sale, usanza del suo paese come segno di benvenuto.

Prendiamo posizione al nostro tavolo:

Rifletterò solo più tardi, verso casa, su quanto sia azzeccata quella scritta in questo periodo in cui mi volto indietro per vedere se non ho lasciato cose irrisolte. Ho la mia risposta!

C’è una bella energia in sala, l’energia che emanano queste donne che hanno lavorato con entusiasmo, tutto il giorno, per donarci una piacevole cena.

Il nostro tavolo è condiviso con altri ospiti. Da subito ci mettiamo a chiacchierare, come facciamo sempre e sono tante le cose che vorremmo dirci che ne dimentichiamo sempre qualcuna. Le parole vanno spedite e soltanto il servizio, ogni tanto, viene a interrompere il flusso continuo. Siamo piacevolmente colpite dai piatti che arrivano, i piatti arrivano pieni e se ne vanno puliti lasciandoci appagate nei sapori, nei colori, nei profumi e nella vista. I nostri sensi ringraziano!

A volte si fermano al tavolo le cuoche svelandoci il trucco che si cela dietro qualche ricetta o, intravedendo qualche occhiata dubbiosa, a spiegarci qualche ingrediente mai visto. Sono soddisfatte di sapere che gradiamo e ad ogni complimento diventano sempre più luminose.

Durante la serata ci accorgiamo che il nostro tavolo si è unito, non siamo più un gruppo di estranei ma un insieme di adulti e bambini che desiderano condividere quest’esperienza insieme e sono belle le conoscenze che fai quando diventi accogliente e ti distogli per un attimo dalla tua confort zone… sono proprio belle.

Veniamo interrotti da una breve presentazione del progetto che ci ha portati li e ci spiegano che il ricavato andrà a favore di uno spettacolo teatrale: “il 2016 è stato l’anno con più muri nella storia dell’umanità. Attraverso il nostro progetto sentiamo l’urgenza di riflettere sulle paure, sull’ignoranza e le ragioni che ci spingono a rinchiuderci/rinchiudere, separarci/separare, fermarci/fermare.”

E’ stata una presentazione potente, come potente è la forza di queste donne che si battono per degli importanti ideali.

E’ arrivata l’ora di congedarci, le Vagamonde passano tra i tavoli per raccogliere il loro meritato plauso.

Questa sera sono estremamente felice di essere una donna, una donna più ricca, che esce da questa cena ancor più consapevole che il mondo abbia bisogno di amore e decisa a fare in modo che anche il mio amore si concretizzi in azioni utili. Ecco perché il mio blog parte da questo racconto, perché un po’ della conoscenza e dell’amore che ho ricevuto possa arrivare a te e perché anche tu possa sentire il desiderio di portare nel mondo questa consapevolezza, quella di sapere che non siamo soli.

Il progetto teatrale verrà alla luce in primavera e io mi guarderò intorno … chissà che anche tu sia la con noi!

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